Scenografie e allestimenti studi televisivi: materiali fonoassorbenti, sostenibili e salubri
L’allestimento di uno studio televisivo è un lavoro di equilibrio tra tecnica, estetica e funzionalità. Dietro a ogni inquadratura si nasconde un ambiente progettato con cura per garantire prestazioni elevate, comfort per chi lavora sul set e, sempre più spesso, attenzione all’impatto ambientale. Oggi, la scelta dei materiali per scenografie e pannellature non può più essere solo una questione di resa visiva o praticità di montaggio: deve tenere conto anche della salubrità degli spazi e della sostenibilità dei prodotti utilizzati. Dall'analisi delle esigenze specifiche degli studi televisivi ai limiti dei materiali tradizionali fino alle opportunità offerte da nuove soluzioni naturali e fonoassorbenti: trovi tutto in questo articolo.
INDICE DEI CONTENUTI:
- Esigenze tecniche e ambientali per gli studi televisivi
- Materiali fonoassorbenti: perché non basta “togliere l’eco"
- La nuova generazione di materiali per scenografie sostenibili
- Pannello in paglia di riso che assorbe il suono e comunica valore
Esigenze tecniche e ambientali per gli studi televisivi
Cosa serve per progettare uno studio televisivo? Serve creare uno spazio accattivante, con esigenze tecniche molto specifiche, capaci di garantire condizioni ottimali per chi ci lavora e per il risultato finale che andrà in onda.
Il primo requisito, quindi, è il comfort acustico. In ambienti chiusi dove si registrano voci, suoni e musica, la qualità dell’ascolto è fondamentale. Un’acustica non controllata può generare rimbombi, riverberi o fastidi sonori che compromettono la chiarezza del parlato e la pulizia dell’audio. Per questo servono materiali fonoassorbenti capaci di migliorare la resa finale, senza rinunciare all’estetica e alla praticità.
Accanto a questo, c’è l’esigenza di lavorare in sicurezza: materiali ignifughi, atossici e stabili sono imprescindibili per rispettare le normative e garantire la protezione di chi opera quotidianamente in studio.
Infine, la versatilità scenografica: pareti mobili, fondali, rivestimenti e pannelli devono essere semplici da montare, adattabili a diversi format e visivamente coerenti con l’identità del programma.
Uno studio ben progettato è uno spazio tecnico ma vivo, dove materiali e architettura lavorano insieme per creare comfort, prestazione e impatto visivo. Ed è proprio qui che la scelta del giusto supporto fa la differenza.
Materiali fonoassorbenti: perché non basta “togliere l’eco"
Quando si parla di acustica negli studi televisivi, spesso si riduce il problema alla sola eliminazione dell’eco o del rimbombo. In realtà, la qualità sonora è un equilibrio complesso che dipende da molti fattori: il tipo di suono da gestire, il comportamento delle superfici, la densità e la porosità dei materiali impiegati. Non basta “attutire” il rumore: serve modellarlo, assorbirlo selettivamente, distribuirlo in modo uniforme.
I materiali fonoassorbenti tradizionali rispondono a queste esigenze in modo tecnico, ma spesso trascurano altri aspetti fondamentali: la salubrità degli ambienti, l’estetica e, soprattutto, la sostenibilità. Troppo spesso, infatti, si utilizzano pannelli in materiali sintetici che rilasciano sostanze nocive o che, una volta dismessi, generano rifiuti difficili da gestire.
In uno spazio chiuso e frequentato, come uno studio televisivo, questo rappresenta un limite importante. L’aria interna, il comfort delle persone che lavorano sul set per ore e la sicurezza durante l’installazione devono essere considerati parte integrante della performance acustica.
Oggi esistono soluzioni naturali e innovative in grado di offrire alte prestazioni fonoassorbenti, senza compromessi per la salute o l’ambiente. Scegliere questi materiali significa progettare in modo più consapevole, e portare dentro lo studio un valore che va oltre il semplice “buon suono”.
La nuova generazione di materiali per scenografie sostenibili
La scenografia di uno studio televisivo non è solo sfondo: è parte integrante del messaggio, del tono e dell’identità visiva di un programma. Ma oggi, a fianco dell’estetica e della funzionalità, si affaccia una nuova esigenza che sempre più progettisti e produzioni stanno considerando: la sostenibilità.
I materiali impiegati per creare quinte, fondali, rivestimenti e pannellature devono rispondere a criteri ben precisi: essere leggeri, facilmente lavorabili, resistenti all’usura e al calore dei riflettori. A questo si aggiunge, però, una nuova attenzione verso l’impatto ambientale e la salubrità degli spazi di lavoro. Materiali naturali, riciclati o derivati da scarti agricoli, rappresentano una risposta concreta a queste esigenze.
La nuova generazione di materiali sostenibili per scenografie unisce performance tecniche a una forte valenza etica. Non si tratta solo di “fare greenwashing”, ma di costruire set che siano coerenti con i valori di chi li produce e li utilizza. Un esempio? Pannelli realizzati con fibre vegetali, traspiranti e privi di composti nocivi, capaci di migliorare l’acustica e l’estetica dell’ambiente senza impattare negativamente sull’ambiente.
Integrare questi materiali in fase di progetto significa ridurre sprechi, migliorare la qualità del lavoro quotidiano e offrire un'immagine del brand o del programma più autentica, responsabile e in linea con i tempi.
Al termine del periodo d'utilizzo, RH700 non deve essere smaltito in appositi impianti. Al fine vita dell'allestimento il pannello è riciclabile. Questo aspetto lo rende ulteriormente più sostenibile rispetto alle alternative convenzionali che, oltre ad essere rifiuti speciali, oggi richiedono più emissioni di CO2 per essere smaltiti che per essere prodotti.
Pannello in paglia di riso che assorbe il suono e comunica valore
In uno studio televisivo ogni elemento contribuisce a costruire l’esperienza dello spettatore: la luce, il suono, lo sfondo. E proprio quei pannelli che sembrano solo cornice, possono fare la differenza tra un ambiente semplicemente funzionale e uno davvero performante, salubre e sostenibile.
RH-700 è un pannello rigido in paglia di riso che risponde in modo preciso a tutte queste esigenze. Grazie alla sua struttura compatta e porosa, offre eccellenti prestazioni fonoassorbenti, contribuendo a migliorare la qualità acustica degli ambienti chiusi. Questo lo rende ideale per realizzare fondali scenografici, quinte mobili, pareti divisorie e rivestimenti in grado di contenere il riverbero, assorbire il suono in eccesso e creare un ambiente sonoro più pulito.
Ma RH-700 non è solo performance. È un materiale salubre, privo di formaldeide e VOC, prodotto per il 96% di paglia di riso e per il restante 4% da un legante naturale derivato dalla canna da zucchero. È quindi sicuro per chi lavora ore sotto le luci e tra le attrezzature di uno studio, e al tempo stesso rappresenta una scelta coerente per chi vuole comunicare valori legati alla sostenibilità.
In più, è estremamente versatile: può essere tagliato su misura, montato facilmente su diverse strutture, verniciato o lasciato al naturale per valorizzare l’estetica del materiale. Anche il peso contenuto è un vantaggio operativo importante per installazioni rapide e leggere.
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